Cosa fanno questi strumenti (in 30 secondi)
Tutti e tre servono a connettere applicazioni diverse e automatizzare sequenze di azioni senza scrivere codice. Esempio classico: ogni volta che ricevo un ordine nel mio e-commerce, aggiorno il gestionale, invio una conferma al cliente su WhatsApp, e avviso il magazzino su Telegram. Senza automazione: qualcuno fa queste cose a mano. Con Zapier, Make o n8n: succede in automatico.
La differenza tra i tre strumenti sta nel livello di difficoltà, nel prezzo, e nella flessibilità. Non esiste il migliore in assoluto - esiste quello giusto per il tuo profilo.
Zapier: il più semplice (e il più caro)
Quanto costa: la versione gratuita è limitata. La versione professionale parte da circa 20 euro al mese per automazioni semplici, arriva a 100-300 euro al mese per volumi aziendali.
Cosa fa bene: connettere due app con pochi click. Ha oltre 7.000 integrazioni. "Quando arriva un'email con allegato in Gmail → salva l'allegato su Google Drive → invia notifica su Slack" si configura in 15 minuti, senza sapere nulla di programmazione.
Cosa non fa bene: flussi complessi con logiche condizionali articolate, cicli ripetitivi, trasformazione dei dati. Diventa presto costoso per volumi alti.
Il profilo ideale: piccola azienda, nessuno con competenze tecniche nel team, hai bisogno di automazioni semplici e vuoi partire subito.
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Parlaci del tuo progetto →Make (ex Integromat): il punto di equilibrio
Quanto costa: piano gratuito con 1.000 operazioni al mese (abbastanza per sperimentare). Piano professionale da 9 a 29 euro al mese per la maggior parte delle PMI. Molto più economico di Zapier a parità di funzionalità.
Cosa fa bene: flussi complessi con rami condizionali, cicli, trasformazione dei dati. L'interfaccia visiva mostra il workflow come un diagramma. Gestisce scenari che Zapier non riesce a fare senza mille workaround.
Cosa non fa bene: curva di apprendimento un po' più ripida di Zapier. Non è il tool che impari in un pomeriggio - serve qualche giorno di pratica per sentirsi a proprio agio.
Il profilo ideale: azienda media, c'è qualcuno nel team che non ha paura di imparare qualcosa di nuovo, i flussi da automatizzare hanno qualche logica condizionale.
n8n: il più potente (e il più tecnico)
Quanto costa: la versione self-hosted (installata sul tuo server) è gratuita. La versione cloud parte da 20 euro al mese. Il "costo nascosto" è il tempo di setup e configurazione.
Cosa fa bene: tutto quello che fanno Zapier e Make, più logiche avanzate, integrazione con qualsiasi API, possibilità di scrivere codice JavaScript dove serve. È lo strumento preferito per chi vuole costruire agenti AI personalizzati o workflow molto complessi.
Il punto più importante su n8n: installato sul proprio server, tutti i dati rimangono nella tua infrastruttura. Per aziende con dati sensibili (clienti, contratti, informazioni finanziarie), questo è un vantaggio significativo dal punto di vista della privacy.
Il profilo ideale: azienda con almeno una persona tecnica nel team, vuole controllo totale sui dati, ha flussi complessi da automatizzare.
La matrice di decisione rapida
- Piccola azienda, nessun tecnico, automazioni semplici → Zapier
- PMI media, qualcuno disposto a imparare, budget contenuto → Make
- Azienda con tecnico interno, dati sensibili, logiche complesse → n8n
- Vuoi integrare AI nei workflow (agenti automatizzati) → n8n o Make
- Usi già molti strumenti Google/Slack/CRM standard → Zapier o Make
I tre errori più comuni
1. Scegliere Zapier solo perché è il più famoso. Zapier va benissimo per casi semplici. Ma se i tuoi processi hanno più passaggi o logiche condizionali, pagherai molto di più per qualcosa che Make fa meglio a metà prezzo.
2. Iniziare da n8n senza competenze tecniche. n8n è potente, ma non è uno strumento per chi vuole "un pomeriggio e ci sistemiamo". Se non hai nessuno in grado di gestirlo, inizia con Make o Zapier.
3. Automazione prima del processo. Se il processo manuale è caotico, l'automazione lo renderà più caotico e più veloce. Prima si chiarisce come funziona il processo, poi si automatizza.
Il consiglio pratico
Se sei alle prime armi: inizia con Make. Ha un piano gratuito generoso, l'interfaccia visiva è intuitiva, e per la maggior parte dei casi aziendali fa tutto quello che serve a un prezzo ragionevole. Poi, man mano che le tue esigenze crescono, capirai da solo se hai bisogno di passare a n8n per flussi più complessi o per avere controllo sui dati.
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